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TeamTolunaItalia

  2 months ago

Come i 'Big Data' sono sempre più coinvolti nelle grandi situazioni di vita
Closed

Al giorno d'oggi non siamo solo noi o coloro che ci circondano a prendere decisioni sulla nostra vita - poiché i grandi dati e gli algoritmi avanzati vengono utilizzati per prevedere e controllare tutto, dai social media alle assicurazioni, alla polizia e all'assistenza sanitaria. Inoltre, ci sono vari modi in cui ciò avviene senza che ce ne rendiamo conto.

Uno dei più grandi utilizzatori di algoritmi è in particolare i social media, dove ogni "Mi piace" che aggiungiamo a un post di ogni commento che pubblichiamo viene memorizzato, analizzato e confrontato per garantire che i nostri "feed" siano personalizzati proprio come ci piacciono e per farci scorrere - più a lungo. Anche la nostra cronologia di navigazione sul web e i dati di geolocalizzazione contribuiscono ad aumentare la rilevanza di ciò che ci viene presentato.

In superficie, sembra che nulla possa andare storto. Eppure, da quando queste tecniche sono state stabilite, hanno portato alcuni dei più emarginati della società a essere spinti verso contenuti più odiosi ed estremisti - con conseguenze sulle società che spesso compaiono prima che sia troppo tardi.

Ma non è tutto. A parte l'intrattenimento e il tempo libero, i "supercomputer" sono sempre più utilizzati al giorno d'oggi per valutare qualsiasi cosa dalla vostra assicurazione o dalla vostra capacità di rimborsare un prestito dalla banca. Sono ormai lontani i tempi in cui i singoli potevano presentare i loro progetti finanziari a un banchiere e ricevere qualsiasi cosa sulla base della fiducia della banca nel cliente - il computer decide ora.

Tuttavia, si potrebbe mettere in dubbio l'affidabilità di tali dati quando, invece di avere individui nella società, abbiamo tutti raggruppato in categorie di informazioni "apprese dalla macchina". Un esempio di questo è quando l'assicurazione di una persona sale o scende a seconda del codice postale in cui si sposta, e "non è per colpa tua, ma perché altre persone hanno avuto più o meno probabilità di essere state vittime di un crimine, o di avere incidenti o altro", ha detto Timandra Harkness, l'autrice di Big Data: Le dimensioni contano.

Più positivamente, i big data hanno il potere di rivoluzionare l'assistenza sanitaria e la polizia, dove i sistemi possono essere utilizzati per diagnosticare problemi medici e persino suggerire piani di trattamento o la nascita di un concetto noto come "polizia predittiva". Eppure, con un'idea come questa, il metodo potrebbe innescare un pregiudizio algoritmico e persino il razzismo, anche se siamo in grado di vedere come meglio allocare le risorse di polizia in base a dove il crimine è avvenuto in passato, quando e da chi.

Cosa pensate dell'uso degli algoritmi e dei "big data"?

Vi sentite a vostro agio sapendo che più computer e meno esseri umani sono coinvolti nel processo decisionale e nella distribuzione delle risorse nella vostra vita?

Oppure, direte piuttosto che si tratta di aspettare che tali sistemi abbiano una serie di dati sufficientemente vasta e diversificata per fornire risultati più accurati e appropriati?

Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti qui sotto!

Influenzate il vostro mondo,

Team Toluna
Reply

elivag894

  1 month ago
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Gian64

  2 months ago
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s6593844q

  2 months ago
meglio che sia l uomo anche se ora ormai la tecnologia fa passi da giganti
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pasquaconvertini

  2 months ago
È un'argomento piuttosto complesso ma, da sempre, ho preferito la mano dell'uomo a quella di un'algoritmo qualsiasi e, francamente, mi da' noia permettere ad un sistema di raccogliere le mie informazioni
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E1773332c

  2 months ago
Trovo estremamente affascinante la questione ma anche estremamente complessa da districare in primis per un problema di consapevolezza. È difficilissimo riuscire ad essere pienamente consapevoli di un processo storico di cambiamento di tale portata esattamente nel momento in cui avviene, soprattutto quando di base esso avviene in sotterranea, ne sono tangibili gli effetti (e nemmeno sempre) ma non i processi. Senza dubbio le discriminazioni avvenivano anche prima quando tutto era demandato al rapporto umano, anche lì vi sono pregiudizi, errori che viziano il sistema.
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bedolflix

  2 months ago
Penso che i "big data" e gli algoritmi abbiano i loro pro e contro: da una parte il rischio di essere sempre controllati e di fornire informazioni essenziali che ci vengono carpite senza che ce ne rendiamo conto, dall'altra il vantaggio e l'innovazione che possono rappresentare per alcuni settori come strumenti di supporto in grado di essere un valore aggiunto che permetta ad alcune figure professionali di svolgere le proprie funzioni al meglio. Dipende dal modo in cui si sceglie di usarli. I computer possono essere una sicurezza nei processi decisionali e nella distribuzione delle risorse quanto costituire un enorme rischio, in particolar modo se non dispongono di una serie vasta e diversificata di dati che possa assicurare loro i risultati più efficienti.
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renedrive

  2 months ago
"Cosa pensate dell'uso degli algoritmi e dei "big data"?", è uno strumento ed ogni strumento può essere usato in modo equilibrato o al contrario.
"Vi sentite a vostro agio sapendo che più computer e meno esseri umani sono coinvolti nel processo decisionale e nella distribuzione delle risorse nella vostra vita?", i computer vengono programmati dagli umani e vengono programmati per prendere le stesse decisioni degli umani, solo più velocemente, quindi che ci sia un umano o un computer a prendere la stessa inesorabile decisione il risultato non cambia.
"Oppure, direte piuttosto che si tratta di aspettare che tali sistemi abbiano una serie di dati sufficientemente vasta e diversificata per fornire risultati più accurati e appropriati?", dipende dalla precisione e accuratezza dei dati, spesso i dati sono incorretti, e su dati incorretti le decisioni tendono ad essere sbagliate, che siano decisioni umane o computerizzate.
Non essere in grado di utilizzare uno strumento porta all'errore.
Programmare male uno strumento informatico porterà tale strumento a decisioni sbagliate.
Sappiamo che volendo si può programmare uno strumento informatico perfetto che con le giuste informazioni prenderà le giuste decisioni ma è facile fargli commettere errori, basta fornire dati errati.
Questo è esattamente lo stesso meccanismo che porta gli umani all'errore.
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gagy68

  2 months ago
non e' certo una cosa buona
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E9248574

  2 months ago
Penso che essere controllati è un cambiamento che avviene talmente lentamente che neanche ce ne accorgiamo, poi cominciano pian piano a parlarcene inducendoci ad abituarci all'idea.
0 comments

francescop1974

  2 months ago
non saprei
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