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elisaborga
15 days agoIl gatto con gli stivali, noto combattente, seduttore e fuorilegge, diventa un eroe, molto prima di incontrare Shrek, quando, per salvare la sua città, si imbarca in un'avventura con la tosta e intelligente gattina di strada Kitty Zampe Di Velluto e il cervellone Humpty Dumpty. A complicargli le cose lungo la strada ci penseranno i famigerati fuorilegge Jack e Jill, pronti a tutto per far fallire l'impresa di Gatto e la sua banda.
USCITA CINEMA: 16/12/2011
GENERE: Animazione, Azione, Commedia, Avventura
REGIA: Chris Miller
SCENEGGIATURA: Tom Wheeler, David H. Steinberg
ATTORI:
Antonio Banderas, Walt Dohrn, Salma Hayek, Zach Galifianakis, Billy Bob Thornton, Amy Sedaris, Francesca Guadagno, Alessandro Quarta, Rodolfo Bianchi, Laura Boccanera, Valentina Martino Ghiglia, Eugenio Marinelli. CRITICA:
Scatenato come un heist-movie e iconico come il miglior spaghetti western, il film non sfata il mito del personaggio principale, che non perde mai il suo coté eroico, ma sul più bello perde di mordente. La colpa è sia di un lungo fashback che rompe il ritmo del film, sia del messaggio buonista che quasi ogni film natalizio si sente in dovere di portare, in questo caso la necessità di dare a chi si comporta male una seconda possibilità. Eccellente il doppiaggio di Antonio Banderas, che spesso e volentieri fa capolino con i tanti personaggi interpretati in 30 anni di cinema e con il suo carisma e la sua sensualità. Reply
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cicodan
15 days agoPost
kaska75
15 days agoPost
filo84
16 days agoPost
rooberto
3 months agoLe idee di fondo sono due: da un lato, l’adozione di una focalizzazione interna, vale a dire del punto di vista della protagonista, in modo da sospendere (o quasi) ogni giudizio esterno sul suo operato politico; dall’altro l’idea di raccontare la Thatcher anziana, preda di una malattia progressiva e allucinogena che le fa mescolare il presente ai ricordi del passato, kronos e kairos, e in questo modo la costringe a ripercorrere una vita e a fare un bilancio (solo) in parte doloroso di se stessa.Non c’è dubbio che lo sguardo sul personaggio esca da un lavaggio con dosi massicce di ammorbidente, ma parlare di agiografia non è onesto, perché man mano che il film procede la determinazione della giovane Margaret Roberts lascia sempre più chiaramente il posto alla cecità di una donna che obbedisce ad una convinzione monomaniacale (no al compromesso, in nessun caso), mandando per questo a morire la sua gente e mettendo in ginocchio una nazione. È un passaggio silenzioso ma presente.E tra le righe bisognerebbe leggere almeno un altro dato che il film non commenta: la sua rielezione da parte dei cittadini brittanici per ben tre mandati, nonostante fosse la donna più odiata del mondo.Al di là di trucco e parrucco, The Iron Lady ha dunque una sua ragione d’interesse non solo in Jim Broadbent, che si conferma un efficacissimo salvagente, ma soprattutto fuori dallo schermo, oggi che l’Inghilterra non è meno Broken England di allora e di certo non è la sola. La confusione tra passato e presente potrebbe non essere solo un espediente di scrittura, ma affondare qualche volontaria radice nella realtà. 05/02 op.46 Reply
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ANNA2011
3 months agoPost
xeverale
3 months agoPost
Pistixeddu
3 months agoPost
gasp56
3 months agoPost
Ivo25set
3 months agoPost